Parej

Parej

Chi ha detto che il moscato debba per forza essere dolce? Lasciatevi sorprendere da questo vino semplice ma fruttato, che si presenta piuttosto diverso rispetto al classico moscato che conosciamo. Fate un tuffo nel passato, quando il moscato si beveva secco, permettendogli di abbinarsi con facilità alle carni bianche ed ai formaggi erborinati. Nella sua veste più attuale, accompagna bene sia l’aperitivo che il dessert a fine pasto. Dal profumo aromatico ed un gusto inaspettato, è un vino bianco fermo che si distingue per la sua interessante personalità.
Un vino senza mezzi termini, e quindi un vino “Parej”: in dialetto piemontese, “così com’è”.

Santo Stefano

Santo Stefano

Santo Stefano, come il paesino in cui Beppe e Rosalba hanno messo su famiglia e azienda, una piccola gemma langarola costruita sul torrente Belbo e che vanta i natali di Cesare Pavese, grande scrittore italiano del Novecento. Il Moscato d'Asti "Santo Stefano" riflette la grandezza del nome che porta: di colore giallo paglierino con un perlage fine e brillante, racchiude il profumo aromatico dell'uva moscato con sentori primari di miele e fiori che si sposano con la percezione olfattiva di crosta di pane e lievito. Al gusto, la sensazione è dolce e piena, compensata da una spiccata acidità che consente al vino di non risultare eccessivamente stucchevole.
Particolarmente indicato in cucina in abbinamento a dessert della tradizione piemontese: zabaione, bunet al cioccolato e pasticceria secca.

Muray

Muray

Il Moscato d’Asti Muray è l’espressione del paesaggio da cui proviene: fresco come l’aria delle Langhe e dolce come i suoi pendii collinari.
Muray, dal Piemontese “Gelsi” (Mu) “Rari” (Ray) rappresenta la scelta di una vecchia saggezza contadina che nei tempi in cui la coltivazione dei gelsi era molto diffusa, nei nostri terreni si era preferito impiantare il Moscato per un motivo molto semplice: cresceva buono!
Di colore giallo paglierino, con il suo tipico profumo aromatico di sentori primari di uva Moscato, floreale che ricorda i fiori di tiglio, di rosa e di acacia e il suo particolare gusto dolce, che grazie alla sua naturale acidità lo rende piacevole, fresco e non stucchevole.
Le occasioni per il suo abbinamento sono molteplici: dai classici abbinamenti con pasticceria secca, torte e dolci in generali, alle più moderne associazioni di gusto che lo vedono servito con formaggi, salumi e piatti speziati delle più svariate cucine etniche.

Chardonnay

Chardonnay

Vitigno internazionale che in Piemonte trova tratti distintivi peculiari grazie alla particolarità del suolo e del microclima.
Unico vino bianco dell'azienda a non avere un nome di fantasia in etichetta, lo Chardonnay di Beppe Marino si presenta di colore giallo paglierino, molto carico. Al naso emerge subito l'odore caratteristico fruttato e aromatico, connotato da note di vaniglia e frutta bianca. Il gusto è asciutto, pieno, fresco e sapido.
È particolarmente apprezzato come aperitivo, ma può essere indicato in abbinamento a portate di pesce o con piatti a base di carne bianca.

Albarosa

Albarosa

Questo vino nasce da un'intuizione e dal desiderio di mettere alla prove l'uva Moscato dei vigneti di Valdivilla: grappoli spargoli, piccoli e sanissimi che vengono pazientemente appesi da Rosalba (da cui prende il nome "Albarosa"). Si connota per natura come un vino da meditazione, di colore giallo dorato, molto carico e tendente all'ambrato. Si distingue per il profumo schietto di Moscato "cotto" dal sole e sentori di salvia, rosmarino e vaniglia. L'invecchiamento delle uve e la gradazione alcolica gli conferiscono un gusto dolce e complesso che stupisce per la delicatezza aromatica molto persistente.
Ideale da solo, come nobile vino da dessert o, grazie alla sua forte struttura, in abbinamento a formaggi fermentati.